Come si costruisce una terrazza in legno sui diversi tipi di fondo?

La Guida dei Legni · Fai da te

Guida alla costruzione

Costruire una terrazza in legno

Il fondo su cui costruisci decide se la terrazza durerà dieci anni o quattro. Ogni fondo chiede una preparazione diversa.

  • Calcestruzzo · prato · pendio
  • Ventilazione sotto le tavole
  • Pendenza dell’1–2%
per tipo di fondo
In sintesi

Che cosa uccide ogni terrazza

Le tavole di una terrazza marciscono raramente dall’alto. Marciscono da sotto, dove nessuno guarda.

Una tavola che si bagna sopra asciuga al sole. La stessa tavola che sotto appoggia su un fondo umido e senza aria non asciuga mai — ed è lì che i funghi della carie fanno il loro lavoro.

Ogni buona costruzione di terrazza ruota perciò attorno allo stesso principio: aria sotto le tavole e acqua che può defluire. Almeno cinque centimetri di spazio libero sotto i correnti, una leggera pendenza dell’uno-due per cento e fughe tra le tavole da cinque a otto millimetri.

Perché la fuga deve essere così larga

Cinque-otto millimetri sembrano tanti, ma servono per due motivi: l’acqua deve poter defluire e il legno si gonfia d’inverno. Una fuga di due millimetri a febbraio è chiusa dal rigonfiamento, e l’acqua resta sulla terrazza invece di sparire sotto.

Calcestruzzo
pulire, riparare le crepe, mettere a livella
Prato o terra
scavare, livellare, telo antiradice
Pendio
terrazzare o su piedini regolabili
Spazio libero
almeno 5 cm sotto i correnti
Pendenza
1–2%, lontano dalla facciata
Larghezza della fuga
da 5 a 8 mm tra le tavole

Diciamolo francamente: una terrazza in legno non è mai piana e liscia come le piastrelle. Si muove con le stagioni, d’inverno diventa scivolosa per le alghe, e le tavole ingrigiscono in modo disuguale dove stanno i mobili. Chi se lo aspetta è contento; chi si aspetta una terrazza che al quinto anno sia come al primo, no.

Preparazione

A ogni fondo il suo metodo

Supporto Preparazione Difficoltà
Calcestruzzo Pulire, riparare le crepe, controllare la livella, tappetini di gomma o piedini regolabili sotto i correnti Basso
Piastrelle o masselli Fissare i pezzi mossi, controllare la planarità, correnti su supporti per piastrelle Basso
Prato o terra Scavare, livellare, telo antiradice, misto stabilizzato o ghiaia, sopra piastrelle o plinti Media
Sabbia Compattare a strati, telo antiradice, piastrelle di calcestruzzo come punti d’appoggio Media
Terreno in pendenza Terrazzare oppure lavorare con piedini regolabili di altezza diversa Alto
Sopra l’acqua o su terreno acquitrinoso Su pali o fondazione a vite, sempre con un progettista che ci metta gli occhi Alto
Perché il telo antiradice non è un lusso

Le erbacce che spuntano sotto una terrazza non si tolgono più senza smontare le tavole. Un telo antiradice sotto uno strato di ghiaia costa una frazione di quel lavoro — e insieme mantiene drenante il fondo.

Dal basso verso l’alto

Gli strati di una buona terrazza

  1. 1 · Punti d’appoggioPiastrelle di calcestruzzo, plinti o piedini regolabili, a distanza reciproca di 40–60 centimetri secondo lo spessore dei correnti. Tutto a livella, con la pendenza già messa in conto.
  2. 2 · Struttura dei correntiCorrenti impregnati o in legno duro, da asse ad asse 40–50 centimetri per gli spessori di tavola correnti. Posali nella direzione in cui l’acqua deve defluire.
  3. 3 · Spazio di ventilazioneAlmeno cinque centimetri tra il terreno e il lato inferiore dei correnti, e aperto su tutti i lati. Una terrazza chiusa tutt’intorno non asciuga mai.
  4. 4 · Posa delle tavoleCon fughe da cinque a otto millimetri. Avvita con acciaio inox, preforando, due viti per corrente — mai una sola, altrimenti la tavola ruota.
  5. 5 · Finitura dei bordiTratta le testate e coprile con un profilo di finitura, ma in modo che la ventilazione sotto la terrazza resti aperta.
Il raccordo con la facciata

Dove una terrazza arriva contro la facciata vale questo: mai più in alto della barriera contro l’umidità, sempre pendenza in allontanamento dalla casa, e lascia due centimetri liberi dal muro. Una terrazza a contatto con la muratura porta l’acqua esattamente dove non la vuoi.

Scelta del materiale

Che legno per le tavole della terrazza

Specie Classe Durata di vita Particolarità
Ipé 1 da 25 a 50 anni Il riferimento; duro, pesante, preforatura obbligatoria
Bangkirai 1–2 da 15 a 25 anni Corrente e accessibile; l’olio può trasudare
Massaranduba 1–2 da 20 a 30 anni Molto duro, si muove parecchio — scegli tavole strette
Merbau 1–2 da 20 a 25 anni Stabile nelle misure, ma rilascia tannino sulle piastrelle chiare
Legno termotrattato 2–3 da 15 a 20 anni Senza chimica, ma un po’ più fragile
Douglasia o larice 3 da 10 a 15 anni Accessibile ed europeo
Abete rosso impregnato classe di impiego 3 da 10 a 15 anni La scelta d’ingresso
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Risposta rapida

Domande frequenti sulla costruzione di una terrazza in legno

Posso posare una terrazza in legno sul calcestruzzo?

Sì, ed è il fondo più semplice. Pulisci il calcestruzzo, ripara le crepe e posa i correnti su tappetini di gomma o piedini regolabili, così sotto passa l’aria.

Quanto spazio lascio tra le tavole della terrazza?

Da cinque a otto millimetri. L’acqua deve poter defluire e il legno si gonfia d’inverno. Una fuga troppo stretta a febbraio è chiusa.

Una terrazza deve avere una pendenza?

Sì, dall’uno al due per cento, sempre in allontanamento dalla facciata. Senza pendenza l’acqua ristagna esattamente dove fa più danno.

Perché la mia terrazza marcisce da sotto?

Perché lì non può asciugare. Prevedi almeno cinque centimetri di spazio libero sotto i correnti e tieni aperti tutti i lati, così l’aria passa.

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Al lavoro

Aria sotto e acqua via — il resto è carpenteria.

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